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Centre of Studies on Politics and Society (CSPS)

Direttore: Prof. Fabio de Nardis

 

Di fronte all’esplosione dei processi di globalizzazione le forme politiche esistenti si sono indebolite e l’orizzonte politico-istituzionale dello Stato-nazione non sembra più in grado di contenere da solo le dinamiche flessibili delle società contemporanee. Tra chi ne difende i presupposti, perseverando nella convinzione moderna dello Stato come contenitore della democrazia, e chi nega la possibilità che si possa ancora difendere una forma politica che si autolimiti nella dimensione nazionale dell’agire pubblico, si inserisce chi pensa che tra sostegno alla democrazia e globalizzazione economica sia ancora possibile e necessario mettere in gioco la possibilità di uno spazio politico che si realizzi in una forma nuova e che veda nei luoghi della politica sovranazionale un possibile terreno di sperimentazione e di conflitto.

Questo pone agli studiosi il compito di decifrare gli elementi strutturali e sovrastrutturali di questa epoca di mutamento analizzando le connessioni che si articolano tra le tre principali dimensioni storiche della modernità, cioè politica, economia e cultura, con particolare riferimento agli sviluppi storico-sociali delle pratiche di partecipazione che si articolano a livello locale, nazionale e transnazionale. 

Oggi da più parti si parla di crisi della politica e della partecipazione con particolare riferimento a un presunto distacco affettivo dalla politica che coinvolge in primis i giovani. Il terzo millennio si è aperto infatti sull’onda della crisi delle ideologie e quindi delle identità politiche che avevano dato forma e sostanza alla partecipazione e ai conflitti nel XX secolo. Gli individui sono apparsi come ripiegati su se stessi abbandonando quindi la dimensione pubblica della vita. Con la caduta dei grandi sistemi ideologici, è sembrato emergere uno stato generalizzato di incertezza sociale tanto che da più parti si è parlato di una presunta incapacità di produrre nuove identità plurali con il conseguente ripiegamento degli individui dentro i confini cognitivi di un comunitarismo escludente. Ne fuoriesce l’immagine di società atomizzate dove anche la politica si muove nei meandri fluidi del senso comune. Questo non può non produrre ripercussioni sullo stato di salute delle liberal-democrazie che faticano sempre più a rappresentare e ricondurre a unità le dinamiche di radicale frammentazione sociale. Già negli anni Novanta molte ricerche hanno messo in luce la crescente insoddisfazione e sfiducia da parte dei cittadini nei confronti degli attori e delle istituzioni politiche, fornendo un quadro decisamente preoccupante che riguarda buona parte delle democrazie contemporanee. 

 

In questo quadro storico-sociale, in cui prestiamo particolare attenzione alla dimensione politico-istituzionale, senza per questo trascurare i recenti sviluppi dell’elemento strutturale nell’ambito della articolazione contemporanea  del modo di produzione (e di consumo) capitalistico, si inserisce l’attività del Center of Studies on Politics and Society (CSPS) nell’ambito del Dipartimento di Scienze Sociali e della Comunicazione dell’Università del Salento. Il CSPS vuole essere luogo di confluenza di tutti quegli studiosi che sono impegnati nell’analisi dei mutamenti delle società contemporanee sia secondo un approccio comparato che storico-tipologico, sia sul piano teorico che empirico. In particolare sarà prestata particolare attenzione a quegli studi e a quelle ricerche in  grado di connettere mutamenti strutturali e ripercussioni politiche e culturali secondo un’impostazione interdisciplinare e in grado di creare connessioni scientificamente feconde tra processi storici, sviluppi culturali, costruzioni intellettuali e articolazioni politico-istituzionali.

 

Il CSPS eredita l’esperienza di studi e ricerche che hanno dato vita alla rivista Partecipazione e Conflitto, edita da FrancoAngeli, cioè la prima rivista in Italia specializzata in analisi della partecipazione politica e sociale nel senso ampio del termine (vedi link al lato). Essa ospita ricerche e studi che si focalizzino sulle trasformazioni della politica e dei suoi attori principali (partiti politici, gruppi di interesse, movimenti sociali, associazioni, sindacati, ecc.) concentrandosi in particolare sulle dinamiche della partecipazione sia da parte di chi agisce secondo modalità convenzionali, sia da parte di chi invece predilige repertori d’azione orientati alla protesta. Su questa linea, un’attenzione particolare è rivolta anche alle dinamiche di trasformazione dei sistemi politici contemporanei con uno sguardo attento ai processi di democratizzazione e alle nuove forme di organizzazione democratica in senso partecipativo oltre che agli spazi che si aprono a nuove forme di governance sia a livello locale e subnazionale sia a livello sovra-nazionale. Il tutto viene inscritto nell’ambito di quel complesso fenomeno rappresentato dalla transnazionalizzazione dei processi sociali, politici ed economici, senza peraltro trascurare la dimensione dello Stato-nazione che rimane il principale ambito della partecipazione e della sovranità politica. Secondo questa impostazione la rivista dà risalto a studi innovativi e ricerche di alto rigore metodologico facendo tesoro dei più recenti contributi teorici ed empirici in ambito storico, sociologico e politologico, dando spazio sia alle dinamiche più istituzionali strettamente connesse ai processi decisionali e al ruolo degli attori della partecipazione nel condizionarli, sia allo specifico ambito del conflitto e quindi della critica e della protesta politica. 

La rivista, dotata di un comitato scientifico nazionale e internazionale, si avvale di un sistema articolato di peer review. Ogni articolo sottoposto è valutato da tre referee anonimi. I giudizi dei referee sono inviati all’autore anche in caso di valutazione negativa nel rispetto degli standard adottati dalle principali riviste internazionali.